Perché i capelli diventano bianchi?
Problemi dei capelli - Tempo di lettura: 8 minutiTutti sanno che i capelli cambiano con l’età: da giovani, abbiamo folte chiome di capelli castani, neri, rossi o biondi, ma man mano che si diventa più grandi, cominciano a notarsi diradamento in alcune aree della testa e il cambiamento del colore da quello originale a grigio o bianco.
I capelli bianchi sono normali?
La risposta è sì. I follicoli piliferi, le piccole sacche che rivestono le cellule della pelle e da cui nascono i capelli, contengono i melanociti, le cellule del pigmento noto come melanina. Queste cellule danno colore ai capelli ma, col tempo, anche i melanociti invecchiano, rallentando la produzione di melanina e causando dunque la perdita di pigmento e la comparsa di capelli bianchi.
Possono essere lunghi e ondulati, corti e dritti, crespi e ingestibili, lisci e lucidi: ogni capigliatura è unica nella sua combinazione di lunghezza, stile, colore e spessore. Eppure quasi tutti, indipendentemente dal tipo di capelli che hanno, almeno una volta nella vita devono fronteggiare un problema che interessa la chioma. Può essere un semplice problema di squilibrio idro-lipidico, una caduta anomala, un aspetto spento e rovinato.
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Cosa causa i capelli bianchi in giovane età?
Sebbene, alla luce di quanto appena visto, i capelli bianchi siano caratteristici dell’invecchiamento, le ciocche di capelli incolori possono apparire a qualsiasi età, già durante gli anni del liceo, in alcuni casi. Non è raro infatti che adolescenti o ventenni possano trovare una o più ciocche di capelli bianchi.
Le cause comuni di capelli bianchi prematuri sono:
Genetica
L’età dei primi capelli bianchi tendenzialmente si “eredita” da genitori e nonni.
Stress

Lo stress può influenzare anche i capelli. Uno studio del 2013 ha trovato una connessione tra lo stress e l’esaurimento delle cellule staminali nei follicoli piliferi. Quindi, a fronte di un aumento del numero di capelli bianchi, lo stress potrebbe essere il colpevole.
Malattie autoimmuni
Una malattia autoimmune può causare capelli bianchi prematuri. Questo accade quando il sistema immunitario attacca le sue stesse cellule. In caso di alopecia e vitiligine, il sistema immunitario può attaccare i capelli e causare la perdita di pigmento.
Disturbi tiroidei
I cambiamenti ormonali causati da un problema alla tiroide – come ipertiroidismo o ipotiroidismo – possono anche essere responsabili di capelli bianchi prematuri. La tiroide è una ghiandola che aiuta a controllare molte funzioni corporee come il metabolismo. La salute della tiroide può anche influenzare il colore dei capelli. Una tiroide iperattiva o ipoattiva può indurre il corpo a produrre meno melanina.
Carenza di vitamina B-12
I capelli bianchi in tenera età possono anche indicare una carenza di vitamina B-12. Questa vitamina svolge un ruolo importante nel corpo e contribuisce alla crescita e al colore dei capelli sani.

Una carenza di vitamina B-12 è associata a una condizione chiamata anemia perniciosa, che si verifica quando il corpo non è in grado di assorbire abbastanza di questa vitamina. La vitamina B-12 è indispensabile ai globuli rossi che trasportano ossigeno a tutto il corpo, compresi i follicoli piliferi. Una carenza, di conseguenza, può influire sulla produzione di melanina.
Fumo
C’è anche un legame tra i capelli bianchi prematuri e tabagismo. Uno studio su 107 soggetti ha trovato una connessione tra l’insorgenza dei capelli grigi prima dei 30 anni e il fumo di sigaretta.
Il fumo restringe i vasi sanguigni, che possono ridurre il flusso di sangue ai follicoli piliferi e causare la caduta dei capelli. Inoltre, le tossine nelle sigarette possono danneggiare i follicoli piliferi, causando precocemente i capelli bianchi.
Non esiste una soluzione "universale" ai problemi dei capelli e ciò che funziona per una persona potrebbe non essere adatto a un'altra. In Revalhair optiamo per soluzioni non invasive, senza l'uso di farmaci o il ricorso alla chirurgia, per aiutare in maniera meno aggressiva a rallentare la perdita dei capelli e stimolarne la crescita.
Intervenire in tempo è essenziale per poter ricorrere a questi trattamenti sicuri ed efficaci, come i massaggi trofici o il laser a bassa frequenza, per risultati visibili e una capigliatura dall'aspetto naturale.
Uno studio rivela il meccanismo dietro le canizie e le calvizie
Un team di ricercatori coordinati dal Dottor Lu Le, professore di Dermatologia dell’UT Southwestern Medical Centre in Texas, ha scoperto in maniera non intenzionale quali sono le cellule responsabili delle canizie e della calvizie.

Il professor Le ha effettuato questa scoperta nel corso di una sua indagine su una malattia genetica chiamata neurofibromatosi di tipo 1 o malattia di von Recklinghausen, patologia caratterizzata da diverse manifestazioni a livello nervoso e cutaneo.
“Il progetto inizialmente aveva come obiettivo la comprensione di alcune forme tumorali, ma si è finito per identificare alcune cellule che contribuiscono alla comparsa dei capelli grigi ed alla loro caduta.” – rivela Lu Le – “ Con questa conoscenza, speriamo in futuro di creare un composto topico che possa influenzare il follicolo del capello per risolvere questi problemi cosmetici”.
La ricerca terminata il 10 marzo 2017 e pubblicata sulla rivista scientifica Genes & Development il 13 aprile 2017, ha evidenziato la presenza di una proteina chiamata KROX20 comunemente associata allo sviluppo dei nervi, che avrebbe un ruolo determinante nella formazione del fusto del capello.
Questa composto di basi proteiche promuove la produzione di una proteina chiamata SCF (stem cell factor) responsabile della pigmentazione del capello. Durante lo studio i ricercatori hanno dapprima inibito il SCF nelle cellule progenitrici di alcune cavie, ottenendo esemplari dal pelo completamente bianco. Dopodiché hanno eliminato le cellule responsabili del KROX20 bloccando la crescita di peli rendendo così la cavia “glabra”.

I ricercatori erano già ben consci delle cellule staminali della pelle contenute nel bulbo pilifero fossero coinvolte nella crescita dei capelli, ma rimaneva ancora il dubbio di come facessero queste cellule della cute a trasformarsi in cellule dei capelli.
Per essere chiari, però, bisogna sottolineare che questa ricerca è stata condotta ad oggi solamente su cavie, animali che hanno una struttura biologica simile a quella umana, e per questo non bisogna tirare facili conclusioni: gli stessi studi andrebbero replicati sugli esseri umani per poter avere dei dati statisticamente rilevanti. Per questo motivo il professor Le ed il suo team stanno già lavorando in questo senso: cercheranno il KROX20 ed il SCF in persone con capelli grigi e sottili nel tentativo di trovare la reale associazione tra queste proteine e la calvizie nell’uomo.
In attesa di un test integrato infallibile per comprendere i propri problemi di capelli la prevenzione rimane la soluzione migliore per evitare problemi di capelli: grazie ad un check-up approfondito è possibile comprendere quali sono i trattamenti necessari adeguati alle diverse problematiche in maniera tale da agire in maniera tempestiva prima dell’insorgenza della caduta dei capelli.
Si possono prevenire i capelli bianchi?

La capacità di invertire il processo di incanutimento o prevenire i capelli bianchi dipende dalla causa. Se la causa è la genetica, non c’è niente da fare per prevenire o invertire permanentemente il cambio di colore.
In caso di un problema di salute, risolvere il problema potrebbe far sì che riprenda normalmente la pigmentazione, ma non ci sono garanzie.
Secondo uno studio specifico, se un problema alla tiroide causa i capelli bianchi, un trattamento con terapia ormonale può ripristinare il corretto processo di pigmentazione. L’assunzione di vitamina B-12 per correggere una carenza può anche migliorare la salute dei follicoli piliferi e restituire il colore naturale.
Questo viene definito trattamento antiaging. Se i capelli bianchi si verificano a causa di stress o fumo, non ci sono prove per sostenere che la pigmentazione possa riprendere normalmente dopo aver smesso di fumare o dopo aver ridotto le cause di stress.
Stress ossidativo: che cos’è e quali sono i suoi effetti sui nostri capelli
Per comprendere il significato dello stress ossidativo è sufficiente pensare a cosa succede ad un frutto appena tagliato se commettiamo l’errore di lasciarlo per qualche ora all’aria aperta. Il risultato è sempre lo stesso: annerisce e ci tocca tagliare via la parte rovinata.
Nel caso dei nostri capelli la differenza è soltanto una: anziché annerire, i capelli che subiscono un processo di stress ossidativo, hanno la tendenza ad indebolirsi e diventare bianchi prima che questo processo sia innescato naturalmente dall’invecchiamento. Per questo motivo tale problema può presentarsi non solo nelle persone in età avanzata ma anche a uomini e donne in giovane età.

Oltre all’ossigeno, che innesca questo meccanismo, i responsabili del deterioramento delle nostre chiome sono numerosi: inquinamento ambientale, fumo, alimentazione squilibrata e stress psico-fisico contribuiscono infatti ad innescare l’azione dei radicali liberi. Queste molecole, particolarmente reattive, provocano delle reazioni a catena nel nostro organismo che, nel tempo, tendono a danneggiare le strutture cellulari che compongono il cuoio capelluto.
Uno dei primi effetti dello stress ossidativo, come abbiamo già accennato, è l’incanutimento dei capelli, causato dal danneggiamento dei melanociti operato dai radicali liberi. Tuttavia gli effetti dell’ossidazione non si limitano alla depigmentazione del capello ma possono diventare ben più gravi. Uno stress che si protrae nel tempo può danneggiare le cellule del bulbo pilifero dando come risultato la nascita di un capello debole e tendente alla caduta quando, ad esempio, al problema dello stress ossidativo si associano inestetismi del cuoio capelluto come forfora e seborrea. Questo effetto, tra l’altro, è stato studiato nel 2020 da Ya-Chieh Hsu, ricercatore dell’università americana di Harvard, in una collaborazione tra Brasile e Stati Uniti. La ricerca ha infatti fatto emergere una stretta correlazione tra sistema nervoso e le cellule staminali, preposte a rigenerare i pigmenti dei capelli.
Come evitare di danneggiare i nostri capelli?
Per scongiurare eventuali problemi di capelli la migliore arma che abbiamo a disposizione è la prevenzione. Evitando di eccedere con fumo e cattiva alimentazione possiamo contribuire alla salute della nostra chioma ma, per evitare che i segni dell’invecchiamento si manifestino sui nostri capelli, il consiglio migliore è quello di correggere la nostra dieta o di utilizzare un apposito integratore per i capelli in maniera tale da assumere i corretti nutritivi per la nostra chioma.
Capelli fragili, deboli e rovinati possono essere il segnale che la nostra chioma sta subendo uno stress ossidativo: in questi casi esistono rimedi tricologici rinforzanti ed energizzanti in grado di far tornare i nostri capelli in salute. Oltre ai rimedi tradizionali è inoltre possibile intervenire sul processo di invecchiamento grazie ai trattamenti tricologici dedicati a stimolare l’attività del follicolo pilifero attivando il metabolismo follicolare e a rinforzare il cuoio capelluto, agendo da coadiuvante alla crescita dei capelli aumentando la vascolarizzazione dei bulbi piliferi.
Nel contempo è poi necessario utilizzare prodotti per la fase igienica, ovvero per il lavaggio quotidiano dei capelli, atti a preservare, tutelare e rinforzare la nostra chioma e il suo substrato, ovvero il cuoio capelluto. A tal proposito consigliamo sempre di fare molta attenzione ai prodotti che si vanno ad usare, scegliendone di specifici e testati, privi di parabeni, tensioattivi o elementi che potrebbero innescare allergie.
Il check up del capello
All’insorgere dei primi capelli bianchi può essere molto utile sottoporsi a un check up del capello e confrontarsi con un Hair Specialist per capire se il processo dell’ingrigimento può essere affrontato e rallentato prima che riguardi tutta la chioma o prima che sia troppo tardi per intervenire.
Nel nostro centro tricologico Revalhair di Lugano offriamo un check up gratuito e senza impegno con esperti altamente qualificati. Dopo un colloquio con i consulenti Revalhair sarà possibile intraprendere, ove possibile, un percorso di trattamenti tricologici che possono eventualmente rallentare la comparsa dei capelli bianchi.
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